Quando davvero si vuole adottare un cane all'estero: storia di Polly e Magrina
Polly e Magrina finalmente a casa

 Il 5 dicembre 2009 Polly e Magrina, due cagnette randage, sono atterrate a Malpensa nei loro trasportini dopo un viaggio aereo di dodici ore Mahè – Milano accompagnate da Vichy Bamboche, una straordinaria ragazza nativa di Victoria, capitale delle Seychelles.
 
Isola di Praslin, Seychelles, agosto 2009: la storia ha inizio qui, quindi più di quattro mesi prima dell'arrivo delle cagnoline a Milano, quando il mio fidanzato Nini e io, in compagnia di due amici, abbiamo trascorso una settimana di vacanza in un villaggio turistico nella splendida isola seychellese. L'incontro è avvenuto subito il primo giorno del nostro soggiorno al villaggio. Ero seduta su una sdraio a guardare il mare, quando mi sentii all'improvviso osservata.
 Mi guardai attorno e vidi, nascosta sotto una sdraio, una cagnetta color caffelatte magrissima, praticamente senza pelo, impaurita e con lo sguardo triste. La chiamai, si avvicinò timidamente poi fuggì via. Scoprii poco dopo da una ragazza che lavorava al villaggio, che Polly, così l'avevano chiamata, era uno dei tantissimi cani randagi dell'isola, che si avvicinavano alla ricerca di qualche cosa da mangiare e venivano scacciati malamente, a volte anche picchiati, perchè non tutti i villeggianti ne accettavano la presenza, così i guardiani li allontanavano con le maniere forti. Poco dopo si avvicinò, camminando sulla spiaggia ma nascondendosi nella vegetazione, un'altra cagnetta, marrone, in apparenza un po' più temeraria della prima; era pelle e ossa e zoppicava. La ragazza del villaggio mi spiegò che l'avevano chiamata Magrina (non è difficile capire il perchè...) e aveva una gamba rotta perchè era stata sollevata di peso e letteralmente lanciata via con forza. Si avvicinò. Immediatamente corsi dal mio fidanzato, che condivide con me il grande amore e il rispetto per gli animali, e gli raccontai cosa avevo visto. Da lì iniziò la nostra avventura.
 Ogni giorno di nascosto sottraevo cibo dal villaggio e lo portavo al bungalow, dove ormai Polly e Magrina trascorrevano la notte dormendo davanti alla porta e scomparendo alle prime luci dell'alba per paura delle guardie. Pochi giorni dopo tutti i nostri amici del villaggio erano coinvolti; tra l'altro, l'amico che era partito con noi dall'Italia, Diego, era anche il nostro veterinario, una vera fortuna... I giorni passavano, tentammo di tutto per provare a portare i cani in Italia con noi ma niente da fare.
 Burocrazia lunghissima, richieste di vaccinazioni e test successivi, alle Seychelles tra l'altro non esiste una regolamentazione al riguardo, gli uffici veterinari si attengono ai regolamenti internazionali ma non hanno a disposizione gli strumenti per applicare le leggi. Nelle due maggiori città, Victoria e Mahe, la nostra amica Vicky, (senza il cui aiuto non ce l'avremmo mai fatta) non era riuscita a trovare due trasportini per il viaggio. Non esistevano. Il giorno della nostra partenza per il rientro in Italia si avvicinava, e infine arrivò. Quella mattina Polly e Magrina erano lì, davanti alla porta del bungalow, ci guardavano fisse negli occhi. Nini e io le guardammo, in lacrime, e promettemmo ad entrambe che le avremmo portate a casa. E così abbiamo fatto. Un'impresa di proporzioni cosmiche, neanche avessimo tentato di portare a casa un Orango dal Congo Belga. Portare in Italia due cagnette randage era diventato un affare di stato.
 Non posso raccontare tutti i passaggi di questi quattro mesi e mezzo, ci vorrebbero pagine e pagine... posso solo dire delle ore trascorse al telefono con Vicky, con il servizio veterinario di Mahè e del Sudafrica, sì, perchè  i veterinari volarono più volte da Mahè a Praslin per effettuare il vaccino antirabbia e altri esami di vario genere, e dopo un mese tornarono a fare i prelievi del sangue per i test di controllo che venivano spediti in Sudafrica.... Attese lunghissime.... Poi i microchip, anch'essi arrivati dal Sudafrica, e tutti i documenti che attestavano lo stato di salute dei cani... Per ogni documento passavano giorni e giorni... Nel frattempo avevamo affidato i cani ad un ragazzo del posto che lavorava nel villaggio. Dava loro giusto da mangiare a pagamento... per fortuna c'era Vicky a controllare...
 
Tutto questo accadeva alle Seychelles, e in Italia? Grazie al mio lavoro (mi occupo di riviste di cavalli,  collaboro con associazioni animaliste e ho molti amici nel settore....) ho avuto l'aiuto e il sostegno di persone che hanno capito la nostra difficoltà e ci hanno aiutato. Ho ottenuto che i cani facessero l'obbligatorio periodo di quarantena in Italia, a casa nostra, applicando scrupolosamente le regole dettate dal Ministero della Salute e sotto l'egido controllo dell'Asl di Lodi. Tutto era nella norma... piano piano si cominciava a vedere la luce. Ancora un po' di tempo, di e-mail e di telefonate, e finalmente i documenti sanitari erano pronti e firmati dal servizio sanitario delle Seychelles con il nullaosta del Sudafrica.
 A questo punto mancavano i trasportini. Li ho comperati in Italia e grazie a un'amica di Vicky che da Milano rientrava alle Seychelles li ho spediti a Mahe, insieme a collari, guinzagli, copertine e cappottini, in previsione del freddo che le cagnoline avrebbero dovuto affrontare una volta arrivate in Italia dove ormai era inverno. Acquistati infine anche  i biglietti per i cani e per Vicky che li accompagnava con volo diretto Mahè – Milano Malpensa. Sembrava ormai fatta.... Era venerdì mattina, i cani sarebbero dovuti arrivare la sera dopo, di sabato.... finalmente.
 
Il venerdì alle due del pomeriggio ricevetti una telefonata dal veterinario dell'ASL di Lodi che mi disse: “Susi, i tuoi cani se atterrano non vengono neanche sdoganati, tornano direttamente indietro perchè dal Ministero della Salute non è arrivato il nullaosta per la quarantena in Italia e in più il servizio veterinario di Malpensa il sabato è chiuso....”. Cosa???? Ero furiosa! Gli risposi che era impossibile, che avevo io tutti i documenti necessari, un plico che non finiva più, ma lui obiettò che dovevano essere emanati direttamente dal Ministero, non da me, in Regione. Disperata..... Al venerdì pomeriggio ero ormai certa di non trovare più nessuno negli uffici del Ministero a Roma. Chiamai una mia carissima amica, che ancora una volta mi aiutò mettendomi in contatto diretto con chi si occupava di queste pratiche a Roma. I documenti originali partirono via email diretti all'ASL di Lodi, alla Regione Lombardia e, per non correre il rischio, li feci mandare anche all'ufficio veterinario di Malpensa.
 Era venerdì sera, ero sfinita. La mattina dopo ricevetti un messaggio da Vicky che mi diceva “tutto a posto, imbarcate”... La sera stessa alle sette e mezza di sera le cagnoline  arrivarono, addormentate, grazie al sedativo fatto dalla brava veterinaria di Mahè, nei loro trasportini, accompagnate dalla mitica Vicky che restò a casa nostra per una settimana, una settimana splendida che non dimenticheremo mai, così come non dimenticheremo mai il suo prezioso aiuto. Naturalmente tra noi adesso c'è una meravigliosa amicizia.
 
Polly e Magrina non ci hanno messo molto ad ambientarsi, nonostante da noi ci fosse una temperatura vicina allo zero.
 
Adesso ormai fanno parte della famiglia, che si compone di parecchi cani e altri animali. Magrina non è più magrina, Polly ha un bellissimo pelo lungo e folto.
 
Ringrazio tutti coloro che hanno sostenuto Nini e me in quest'impresa e senza il cui aiuto non ce l'avremmo mai fatta...

 

Data: 03/11/2011
Autore: SUSI COTTICA
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