L'ENPA contro i trasferimenti in massa di cani e gatti dall'Umbria in Germania
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 Assistiamo da anni a un massiccio e periodico rastrellamento ed esportazione di animali da compagnia (in particolare cani), prelevati o ceduti da canili o da privati, verso la Germania, sotto la veste dell’adozione, ma in quantità decisamente superiori alle capacità ricettive di quel Paese, con modalità che contravvengono alle norme di legge regionali, italiane ed europee e con finalità non controllabili: tanto da destare ragionevoli sospetti, visti i molti illeciti praticati e gli escamotages usati per la ricerca, il prelievo e il trasporto degli animali.
 
Denunce delle associazioni animaliste italiane, controlli delle forze dell’ordine, blitz dei Nas, Task Force del Ministero della Salute appositamente creata, nulla hanno ottenuto finora. Lo sporco traffico continua da anni, così ben organizzato che nessuno è riuscito finora a fermarlo.
 
Anche dall’Umbria, da anni, escono  regolarmente cani con destinazione Germania. Associazione che opera tranquillamente è la Pro Animale. Di seguito riportato a esempio gli ultimi trasferimenti, di cui alcuni bloccati.
 
Nel giugno 2009, l’ENPA-Ente Nazionale Protezione Animali sezione di Perugia, è venuto a conoscenza del fatto che la Cooperativa  gestore del canile comprensoriale di Ponte Rosso, ha richiesto alla USL2 dell’Umbria, Area dell’Assisano, parere favorevole all’affido di 40 cani ospiti del canile a soggetti di nazionalità tedesca: cani dei quali, in nome di una pretesa prenotazione da parte di persone evidentemente mai presentatesi presso il canile – e in vista di una progettata esportazione –  si starebbe rifiutando l’affido a cittadini del luogo.

In seguito a ciò si invia una diffida al Sindaco del comune di Assisi così concepita:

  Si fa presente che:

- le norme del Regolamento Europeo 998/2003 (movimenti a carattere non commerciale di animali da compagnia) prevedono: che l’espatrio dell’animale avvenga solo in compagnia del proprietario o di persona da lui incaricata (e quindi che il proprietario non sia divenuto tale per delega, men che meno con la presentazione da parte di terzi della fotocopia di un documento d’identità, ma abbia preso personalmente in affido un animale specifico); che l’animale non sia in alcun modo destinato alla vendita o anche al semplice passaggio di proprietà; che un solo proprietario non possa avere intestati più di 5 animali, a meno di non far passare il trasporto sotto la categoria del commercio; che sia vietata l’esportazione di cuccioli di età inferiore ai tre mesi;

- i cani debbono essere tutti regolarmente dotati di passaporti, ciascuno dei quali sia riferibile espressamente a un cane specifico e a un proprietario corrispondente, e la vaccinazione antirabbica richiesta per l’espatrio deve essere regolarmente effettuata per ogni cane un mese prima dell’espatrio;

- il canile comprensoriale di Ponte Rosso, così come altri canili della zona, è soggetto non solo a prelievi usuali da parte della Pro Animale, ma ad incursioni periodiche di altre organizzazioni tedesche consociate, appoggiate da collaboratori e prestanome locali, che, con il consueto espediente dell’adozione da parte di persone fisiche, prelevano gruppi di cani da ogni canile in modo da costituire carichi da smistare in canili privati e stalli tedeschi e da cedere dietro pagamento, procedendo così gli adottanti a finte adozioni e gli affidanti a finti affidi in deroga ad ogni prescrizione di legge;

- gli animali figurano solitamente affidati a gruppi ristretti e ricorrenti di persone, talché gli stessi individui finiscono per figurare intestatari di un gran numero di animali. Nel caso della Pro Animale, a Wothke Johanna e a Winterling Sabina si affianca Ferenc Zlatka, titolare del rifugio della Pro Animale di St. Radegund (Austria).

- nel caso presente, poiché è giunta all’ENPA-Ente Nazionale Protezione Animali una segnalazione secondo la quale nell’ampliamento del canile comprensoriale non si sarebbe tenuto conto delle dimensioni minime di box e recinti previste dall’Accordo Stato-Regioni 6/2/2003 in materia di benessere degli animali da compagnia, come recepite dalla Regione Umbria, si aggiunge il sospetto che tale drastico prelievo (40 cani su poco più di 100), già di per sé sconcertante oltre che lontano da ogni corretta e trasparente concezione dell’affido, e progettato inoltre nell’imminenza della ventilata nuova gestione, miri a voler adattare il numero degli animali al numero e alle dimensioni dei box, o anche a stabilire un verosimigliante equilibrio fra il numero degli animali e le eventuali basse  richieste dell’aspirante gestore.

-  al difuori del caso specifico, i cani sono trasferiti in Paesi nei quali la legislazione non garantisce loro gli stessi diritti che in Italia: in particolare vige la soppressione e non esiste un’anagrafe canina pubblica, talché gli animali, trasferiti in canili e poi a destinazioni non rese note, risultano di fatto in larga parte irrintracciabili. 

Per tali ragioni l’ENPA-Ente Nazionale Protezione Animali

D I F F I D A dal procedere a tale sedicente affido di massa e dall’autorizzarlo.

 La diffida ha avuto esito positivo in quanto i cani non sono più stati trasferiti.
 
Nel maggio 2010  da un canile privato di Stroncone (TR) sono stati portati via 44 cani appartenenti a comuni del Reatino, forniti di regolare passaporto ma illegalmente, come già descritto.  
 
L’ENPA di Terni ha immediatamente denunciato l’accaduto chiedendo ai Carabinieri un controllo sulla regolarità della documentazione che accompagna gli animali , sull’idoneità del mezzo di trasporto e sulla presenza degli adottanti, in applicazione delle norme vigenti.
 
Qualche mese prima  l’ENPA di Terni in collaborazione con la ASL 4  era riuscita ad evitare il trasferimento al canile di  Rieti di cani presenti nel canile di Stroncone  per essere poi inviati in Germania.
 
Purtroppo dal canile di Rieti, in accordo con l’amministrazione comunale e con la ASL del territorio, venivano prelevati settimanalmente cani che poi venivano trasferiti in Germania.
 
In un sito tedesco, nello stesso periodo, venivano pubblicate foto di cani presenti in canili italiani, con scritto arriverà il……….. prezzo 250 euro più spese di viaggio.
 Durante la seconda  guerra mondiale, partivano dall’Italia treni pieni di ebrei diretti ai famigerati campi di concentramento nazisti...e quindi verso la morte. Viene giustamente celebrata in ricordo di quella barbarie “La giornata della memoria”.
 Se altri sindaci, attenti ai bilanci comunali, cederanno alla tentazione di risolvere così il problema del randagismo, tra qualche anno dovremo creare la Giornata della Memoria… per ricordarci come è fatto un cane!

 

Paola Tintori è presidente dell'ENPA-Ente Nazionale Protezione Animali sezione di Perugia

 

Data: 03/11/2011
Autore: PAOLA TINTORI
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