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SOS mammiferi: se, come e quando intervenire
copyright Andrea Brutti

  RICCI, VOLPI:

 Piccoli e giovani

I ricci e le volpi sono molto diffusi anche in ambiente urbano, dove possono trovare un buon habitat nei parchi e nelle ville. Ma sono anche grandi frequentatori di giardini, soprattutto di quelli abitati anche da altri animali domestici: infatti, sono particolarmente ghiotti di cibo per cani e per gatti. Nel caso di ritrovamento di piccoli ricci o di piccole volpi bisogna valutare i seguenti casi:

sos- il piccolo ha gli occhi chiusi e non è in grado di muoversi agilmente: se si trova da solo e fuori della tana, bisogna prenderlo perché può essere in seria difficoltà. Infatti, a questa età  non sono assolutamente autonomi e stazionano solo all’interno del loro rifugio. Qui nella foto a fianco, dei piccoli ricci recuperati a causa della morte della mamma e curati presso il centro recupero LIPU di Roma.

 



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- il piccolo ha gli occhi aperti e sembra autonomo, ma è visibilmente piccolo: non vanno assolutamente presi né toccati. Ricordiamo che, generalmente, i mammiferi utilizzano l’olfatto per riconoscere i loro piccoli, che in questo caso iniziano a uscire ed esplorare il territorio. Se lo tocchiamo, la madre potrebbe non riconoscere più il suo piccolo e di conseguenza non se ne prenderà cura. La mamma è comunque nelle vicinanze. In questa fase i piccoli si svezzano: i ricci ad esempio iniziano a mangiare qualche insetto o quel che trovano di commestibile (sono onnivori).

- Caso particolare dei ricci: il giovane è autonomo, come sopra, ma è autunno (fine Ottobre-Novembre): in questo caso, dovrebbe essere preso. Infatti, i ricci vanno in letargo, ma devono avere grasso sufficiente per passare l’inverno, cosa che i giovani non hanno con il rischio di consumare troppo velocemente le riserve e quindi di morire. Nel caso di dubbio, contattare comunque il Centro Recupero fauna più vicino.

 

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Cibo d’emergenza per i mammiferi:

Neonati: latte di capra o in polvere per cuccioli. ATTENZIONE: questo è solo un rimedio di emergenza, poiché a seconda della specie hanno bisogno di un latte specifico. Non somministrare mai latte uso umano!

Giovani: cibo per gatti, pezzi di carne, frutta. No pane e dolci.


 

Dove metterli in attesa di consegnarli a strutture autorizzate:

E’ sufficiente una scatola con il fondo rivestito di carta assorbente da cucina. Non utilizzare ovatta o stoffa. I neonati devono stare vicino a una fonte di calore. I giovani più grandi possono mordere la scatola e “evadere”: in questo caso si può mettere l’esemplare in un trasportino per gatti o simile, coprirlo con un telo e lasciarlo tranquillo.

Ricci o piccoli mammiferi adulti:

Può capitare di trovare dei ricci adulti feriti o con problemi. In questo caso, prelevarlo con dei guanti o con un telo molto spesso, in modo da non ferirsi con gli aculei. Limitarsi a disinfettare le ferite, se evidenti. Vale poi quanto detto per i giovani, sia per alimentazione sia per temporanea detenzione.

 

 PIPISTRELLI                                                                                                                                                                                          sos4 

I pipistrelli italiani sono di piccole dimensioni e animali totalmente innocui. Quando si trova un esemplare a terra, sicuramente c’e’ qualche problema e vanno sempre raccolti: molto spesso potrebbero essere debilitati o sfuggiti a un tentativo di predazione.  Vi sono alcune specie che convivono con noi in città, trovando ancora qualche sito per la riproduzione, in genere qualche fessura o cavità nei muri delle abitazioni. In questo caso è possibile ritrovare dei piccoli a terra:

sos5i giovani e i neonati possono essere ritrovati solo nei mesi estivi, quando le mamme partoriscono. I neonati sono totalmente privi di pelo, e hanno occhi chiusi, mentre i giovani possono avere un po’ de peluria. In ogni caso può essere fatto un tentativo di immetterli, nelle ore crepuscolari, immediatamente sopra il posto di ritrovamento: infatti, il genitore potrebbe addirittura venire a riprenderlo. Altrimenti, deve essere recuperato e posto in una scatola con piccolissime fessure, e con un fondo di carta assorbente. E’ necessario inoltre garantire al piccolo una fonte di calore. Come alimentazione d’urgenza, si possono dare delle gocce di latte di capra ogni 2 ore circa, soprattutto di giorno. In ogni caso si tratta di animali molto delicati ed è assolutamente urgente contattare il centro recupero fauna selvatica più vicino.

Gli adulti, caratterizzati in genere da una folta pelliccia, si gestiscono più o meno, nella fase di emergenza, come i cuccioli, ma a differenza di questi potrebbero mordere. Tuttavia, può essere loro somministrato del latte di capra, se l’animale non è particolarmente stressato, durante il crepuscolo e nelle ore serali.

 

GRANDI MAMMIFERI

Anche per i giovani di queste specie, vale quanto detto per i ricci: escono dalla tana o dal rifugio e cominciano a seguire il genitore, alcuni sin da piccolissimi, anche dopo poco tempo dalla nascita. La prima regola è quindi quella di non toccarli, poiché molti mammiferi riconoscono, come detto precedentemente, i piccoli dall’odore, e anche perché in genere non c’e’ nulla di anomalo, a meno che non si sia accertata la morte del genitore. Ad ogni modo, nel caso di giovani e adulti, VOLPE, CINGHIALE, ISTRICE, TASSO, CERVO, CAPRIOLO E ALTRI GRANDI MAMMIFERI NON POSSONO ESSERE RECUPERATI DAL PRIVATO, PER MOLTISSIME RAGIONI CHE RIGUARDANO ANCHE LA NOSTRA SICUREZZA (ANCHE PER I GIOVANI, POICHE’ I GENITORI SONO MOLTO PROTETTIVI NEI CONFRONTI DEI LORO PICCOLI E IN GENERE SONO SEMPRE NELLE VICINANZE): CONTATTARE SEMPRE CORPO FORESTALE O POLIZIA PROVINCIALE, O AL LIMITE IL CENTRO RECUPERO FAUNA PIU’ VICINO PER FARSI CONSIGLIARE AL MEGLIO.

 

 

CHIARAMENTE, E’ IMPENSABILE FAR SOPRAVVIVERE E FAR CRESCERE BENE GLI ANIMALI SELVATICI CON QUESTO CIBO, CHE RAPPRESENTA SOLAMENTE UN INTERVENTO DI EMERGENZA IN ATTESA CHE PRIMA POSSIBILE SIANO CONSEGNATI PRESSO I CENTRI RECUPERO FAUNA.

LA DETENZIONE DI FAUNA SELVATICA E’ UN REATO. QUESTI ANIMALI HANNO INOLTRE BISOGNO DI CURE SPECIALISTICHE E DI UN ITER COMPLESSO DI REINSELVATICHIMENTO PER POTER ESSERE LIBERATI IN NATURA. AGIRE DA SOLI SIGNIFICA ANCHE COMPROMETTERE PER SEMPRE LA VITA DELL’ANIMALE.

 

 

Data: 05/07/2011
Autore: ANDREA BRUTTI
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