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MANUALE DI CONVIVENZA - La giornata mondiale per la Terra
immagine presa da passineldeserto.blogosfere.it

  Eccoci. il 22 Aprile si è celebrata in tutto il mondo la giornata dedicata alla Terra, con concerti, eventi e manifestazioni per sensibilizzare tutti noi ad adottare stili di vita piu' sostenibili e rispettosi nei confronti del nostro pianeta.
 
Numerosi sono i comportamenti adottati in tal senso: c’è chi limita l’uso dell’automobile, chi fa il possibile per sprecare meno acqua, chi pianta un albero e chi cerca di consumare solamente prodotti di agricoltura biologica e a filiera corta.
  C’è però anche chi approfitta dell’evento mediatico per farsi della pubblicità: hanno aderito anche zoo e delfinari molto famosi, ovvero strutture di reclusione, di sfruttamento e a volte anche di maltrattamento di animali. In queste strutture spesso sono costretti a duri addestramenti condotti con metodi coercitivi e con la privazione alimentare, per poi essere “esibiti” di fronte ad un pubblico pagante.
  Vorrei cogliere l’occasione per dire che zoo, circhi, delfinari e altre simili manifestazioni di vario tipo che prevedono l’uso degli animali, sono solo strutture lucrative che nulla hanno a che vedere con la conservazione né, tantomeno, con l’amore e il rispetto del nostro pianeta: non cadiamo nel tranello!
  Nella giornata mondiale della Terra vengono anche proposti decaloghi di buone azioni, ma tra esse non c’è quella che è la principale, la più importante, quella che l’uomo deve compiere per salvare veramente il pianeta Terra: l’alimentazione vegetariana.
  Non si tratta più di una scelta ma di una necessità: deve essere ben chiaro, perché troppo spesso i vegetariani e i vegani sono considerati degli estremisti che rifiutano di nutrirsi di carne per amore verso gli animali. È giusto invece sapere che la “produzione” di carne è la prima causa di inquinamento al mondo: gli allevamenti, soprattutto quelli intensivi, sono i principali responsabili di emissioni di gas serra, e le deiezioni degli animali contaminano le falde acquifere e i mari.
  Inoltre, ogni anno sono distrutti migliaia di ettari di boschi e foreste primarie per far spazio a nuovi campi coltivati – non per l’alimentazione umana, ma esclusivamente per quella degli animali – con un danno irreparabile alla biodiversità e alla salute del nostro pianeta.
  Senza contare poi l’enorme spreco di acqua – per ottenere un chilogrammo di manzo si utilizza una quantità di acqua 100 volte superiore che per produrre una pari quantità di frumento -, e l’enorme quantità di fertilizzanti e di energia utilizzati.
  E’opportuno ricordare anche che gli allevamenti di animali servono per alimentare solamente una minima percentuale di abitanti della Terra, mentre la grande maggioranza muore di fame: un dato eticamente inaccettabile, e dovrebbe esserlo ancor di più per chi crede nelle dottrine religiose che si impegnano contro la fame nel mondo e che si ispirano alla pietà e al rispetto dell’uomo.
  Oltre al vegetarismo, non si parla mai di un altro importante fattore che ha messo in crisi il nostro pianeta: il commercio di animali per i cosiddetti fini ludici o per compagnia. La caccia e il traffico lecito e illecito di specie selvatiche, costrette a vivere in gabbie e in teche, provocano gravissimi danni all’ecosistema, e siamo degli illusi se pensiamo che i danni alla biodiversità causati da queste attività non ci riguardino da vicino, come se non abitassimo nella stessa “casa”.
  La natura ha creato degli equilibri perfetti, e la diminuzione o la scomparsa di specie animali – o addirittura la comparsa nel nostro paese di specie esotiche acquistate e poi abbandonate in un continente diverso da quello di origine - compromette quella preziosa e magica armonia tra tutti gli esseri viventi.
  Ad esempio, alcuni si lamentano perché ci sono troppi roditori, e ogni anno si autorizza lo sterminio di migliaia di volpi che ne sono grandi cacciatrici; il numero eccessivo di insetti infastidisce, eppure distruggiamo i nidi di rondine e distruggiamo gli habitat che favoriscono questa specie, e perseguitiamo i pipistrelli, dimenticandoci che entrambe le varietà si nutrono di insetti in gran numero; le nutrie, importate come animali da pelliccia, che sembrano la causa dei mali dei nostri fiumi, mentre poi continuiamo a cementificare gli argini creando pericolosi dissesti idrogeologici. 
  Insomma, non solo non ci vogliamo assumere nessuna responsabilità per questi crimini contro la natura e madre terra, ma continuiamo a percorrere la strada sbagliata ed eticamente molto discutibile, anche a livello istituzionale. Infatti, per le ragioni economiche che purtroppo sembrano prevalere sugli interessi comuni, i governi dei paesi ricchi comprano la miseria dei più poveri, costretti dalle necessità e a volte anche dalla corruzione  ad accettare contributi economici in cambio dello sfruttamento di aree naturali importantissime per la Terra: è questo il caso della polemica sull’autostrada del Serengeti, di cui il Manuale di Convivenza ha già trattato.
  Così un’altra giornata di consapevolezza per alcuni, di festa per altri, di pubblicità per altri ancora, è iniziata e terminata con pochi cambiamenti, perché in fondo non propone quello che è il cambiamento più importante, ovvero il superamento della visione antropocentrica dell’universo secondo la quale l’uomo è al centro del mondo.
  E’ solo con il biocentrismo, che pone l’uomo come elemento al pari di tutti gli altri che compongono il nostro pianeta, che è possibile entrare in armonia con la natura e salvare la nostra amata Terra. In fin dei conti, siamo nel 2011 e la visione antropocentrica è caratteristica dell’epoca rinascimentale: dopo oltre 500 anni, non sarà ora di cambiare?


La rubrica di Andrea Brutti per Il Respiro

 

 Andrea Brutti e' esperto di tutela degli animali selvatici ed e' consulente di diverse associazioni animaliste nazionali; ha contribuito alla creazione del Centro Recupero Fauna Selvatica LIPU di Roma che ha gestito per 10 anni


Data: 23/04/2011
Autore: ANDREA BRUTTI
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